La spia viene veramente dal freddo e forse ha gabbato la Nato
Uomo di stato e agente segreto. E’ la doppia vita di Herman Simm, 61 anni, un funzionario del governo estone arrestato il 21 settembre dalla polizia di Tallin assieme alla moglie, Heete. Per il controspionaggio, Simm è un uomo dell’intelligence russa: ha passato al Cremlino decine di fascicoli riservati sull’attività dell’Unione europea e della Nato.

Non è difficile immaginare Simm a passeggio per le strade di Tallin: la città vecchia è fatta di nebbie e strade buie, di fronte all’ambasciata russa c’è un’auto che resta con il motore acceso per tutta la notte. Fra il materiale che la polizia ha sequestrato nella ricca casa della presunta spia c’è una piccola radio che trasmette segnali in codice. I rapporti fra Estonia e Russia non sono per nulla amichevoli. Nel 2006 il governo di Tallin ha accusato il Cremlino di un cyber attacco contro le sue pagine Web. Simm era l’uomo che doveva proteggere il sistema informatico del paese. La minoranza russa (il trenta per cento del paese, gente che rifiuta il passaporto estone ma non può avere quello della Federazione) è scesa in piazza nel 2007 per impedire che il sindaco della capitale rimuovesse un monumento agli eroi dell’Armata rossa.
Il ruolo di Simm, spiega la polizia di Tallin, è divenuto fondamentale nel 2004, quando il paese è entrato nell’Ue. Per il suo ufficio passavano documenti di ogni genere: molti sono finiti nelle mani del suo contatto, un misterioso agente con passaporto spagnolo e falso impiego in una società italiana. Gli investigatori di tutta Europa sono sulle sue tracce ma risalire alla vera identità dell’uomo non è semplice. E’ un agente russo arrivato in Europa passando per l’America latina, ha una doppia identità che sembra uscita da un romanzo degli anni Sessanta e si muove con estrema perizia, senza destare alcun sospetto. Avrebbe cercato di contattare un rappresentante della Nato in un altro paese europeo. Ricostruire i suoi movimenti serve a capire quali attività stesse portando a termine: le indagini si allargano alle carte che gli hanno permesso di ottenere il passaporto, ma per il momento la super spia sembra scomparsa nel nulla. I giornali russi trattano la storia con ironia, per quelli europei è il peggiore caso di spionaggio dai tempi di Aldrich Ames, il capo dipartimento della Cia che sconta l’ergastolo per aver collaborato con il Kgb. Simm rischia quindici anni di galera. Il processo comincerà l’anno prossimo. Gli investigatori della Nato e i tabloid inglesi aspettano di scrivere il nuovo capitolo della sua spy story.